La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi
(io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è
un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto." 


GALILEO GALILEI,
Il Saggiatore


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Non voglio mica la Luna!

Washington, 25 Maggio 1961. Il Concresso in seduta comune straordinaria ascolta il presidente Kennedy che annuncia l’ambiziosa intenzione di far atterrare un Americano sulla Luna e farlo tornare a terra sano e salvo:
1658
“[...] I believe we possess all the resources and all the talents necessary. But the facts of the matter are that we have never made the national decision or marshalled the national resources required for such leadership. [...] Space is open to us now; and our eagerness to share its meaning is not governed by the efforts of others. We go into space because whatever mankind must undertake, free men must fully share. [...]
I believe that this nation should commit itself to achieving the goal, before this decade is out, of landing a man on the moon and returning him safely to earth.

Certo JFK non poteva essere più chiaro, in piena guerra fredda gli Stati Uniti erano nettamente in ritardo rispetto all’Unione Sovietica nella corsa allo spazio e si doveva fare qualcosa per invertire questa tendenza, qualsiasi cosa...
Poco più di mese prima, il 12 aprile 1961, l’URSS lanciò la navicella Vostok 1 che per la prima volta portò in orbita terrestre un uomo, il cosmonauta Jurij Gagarin.
In verità non si sa effettivamente se si stato realmente il primo, sicuramente è stato il primo a far rientro sulla terra sano e salvo. Rimane il fatto che gli USA dovettero attendere quasi un anno per vedere il loro primo astronauta in orbita (John Glenn il 20 Febbraio 1962), in precedenza ci furono solo due voli suborbitali. Comunque da quel momento iniziò la rincorsa americana nei confronti dell’Unione Sovietica che si concluse con una nettissima vittoria (tecnologica, politica, strategica e ideologica) con l’allunaggio.

Ma cosa ne sapeva Kennedy della scienza spaziale? Da cosa derivava questa sua determinazione e sicurezza?
La risposta è Wernher von Braun, ingegnere missilistico tedesco che può essere considerarato il capostipite del programma spaziale americano. L’ing. von Braun scrisse una lettera all’allora vice-presidente Lyndon Johnson in cui erano contenute praticamente le stesse informazioni del discorso di JFK, invitando l’ammistrazione americana a potenziare la corsa allo spazio nel tentativo di battere i russi. Il suo appello non rimase inascoltato e gli fu affidata la progettazione del missile lunare Saturno V che consentì agli Stati Uniti di mettere per primi piede sulla Luna.
Ma Mister Rocket non era un signor nessuno, nella Germania nazista era a capo dei progetti missilistici della Luftwaffe e come tale creò le V-1 e le V-2 (Vergeltungswaffe: arma di rappresaglia, praticamente i primi missili balistici della storia) che bombardarono l’Inghilterra e soprattutto Londra a guerra praticamente finita. Le V-2 venivano costruite nella base di Peenemunde in bunker sotteranei (per evitare i bombardamenti) da operai-schiavi del campo di concentramento di Dora-Mittelbau che li scavarono a forza di picconi. Si stima che per le pessime e durissime condizioni di lavoro morirono circa 20000 persone nel corso del programma.

Quando von Braun capì che la guerra era persa decise di consegnarsi ai vincitori, ma aveva davanti una scelta: russi o americani (le uniche due potenze che avevano le risorse per un programma spaziale)? I russi non passavano per gente comprensiva e quindi caricò tutto quello che poteva su di un treno e attraversò mezza Germania per consegnarsi agli Alleati. Quando gli americani vennero a conoscenza delle sue ricerche si affrettarono a raggiungere Peenemunde ma era troppo tardi e i russi avevo già requistito centinaia di missili.

Il programma missilistico nazista fu alla base sia del programma spaziale americano sia di quello sovietico. Infarri il vettore americamo Redstone (progettato da von Braun), che deriva direttamente dalla tecnologia delle V-2, fu inizialmente un lanciatore balistico per testate nucleare ma successivamente mise in orbita sia il primo satellite statunitense (Explorer 1) sia le capsule del programma Mercury (che portarono il primo americano nello spazio).

A questo punto mi viene in mente una domanda: come si sarebbe sviluppata la guerra fredda senza il contributo fondamentale che gli scienziati tedeschi e italiani, in fuga dai rispettivi regimi, diedero alle tecnologie spaziali e delle armi nucleari degli Stati Uniti?
Ma la storia non si fa con i se...
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